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Visti concessi con il contagocce

A livello politico, tanti bellissimi intenti e strette di mano ma a livello diplomatico è “guerra”!

L’amicizia e la cooperazione tra Italia e Russia non é certo una novità dell’ultima ora, e l’Italia tanto deve alla “Grande Madre Russia”, se non fosse altro che fu proprio il generalissimo Suvorov (principe d’Italia) a scacciare Napoleone dalla penisola italica dando poi di fatto ai Savoia, la possibilità di raccattare e mettere assieme per mezzo di Garibaldi, le varie repubbliche marinare, regni e staterelli per formare ciò che ora tutti noi conosciamo come Italia unica ed indivisibile entità Stato: Tanto di cappello ai russi!
Le relazioni tra i due Paesi che di facciata sono sempre state ottime, condite da energiche strette di mano datesi fra gente sorridente in doppio petto messa in posa sotto i flash delle macchine fotografiche, in realtà spesso e volentieri sono delle autentiche farse nelle quali qualcuno sta al gioco dicendo alla controparte non la verità, ma ciò che vuol sentire, in modo da dare in pasto alla stampa la notizia del “rapporto impeccabile” e nel contempo rafforzare il proprio prestigio nei confronti di un determinato tipo di elettore. Ma chi è quel qualcuno? A chi sta alludendo questo articolo? Allora, andiamo per esclusione: La parte russa, come tutti sapranno, quando invita il “politico” a casa sua, nella propria “dacha”, e lì su una tavola imbandita a puntino con dell’ottimo pesce affumicato, bliny al caviale e insalate varie dal gusto prelibato, nel mentre si accompagnano meravigliosi brindisi a colpi di vodka dal sapore fine e soave, se avesse da dire qualche cosa che non sia di cortesia, lo direbbe in faccia, in quel momento i russi diventano come dei fratelli e quello che hanno da dire lo dicono senza tante remore, e se parlano di buoni intenti e miglioramento dei rapporti ci dobbiamo credere, altrimenti non dobbiamo più credere a nulla! Ben diverso invece è il discorso per ciò che riguarda la controparte italiana, e per il lettore dal sangue “italico”, non sarà affatto difficile intuire di come il politico e diplomatico dello stesso sangue, per propria indole sia in grado di imbastire tanti bei discorsi fantastici a livello di facciata, ma assolutamente privi di consistenza per ciò che sono le intenzioni e le possibilità, e a questo punto occorre anche precisare che il politico italiano, come credibilità e “spessore” a livello europeo non conta nulla, e quindi non è comprensibile come mai con i russi imbastisca accordi verbali e personali che poi a livello Schengen non hanno assolutamente nessun riscontro! Va infatti ricordato che le regole in materia di visti sono di tipo comunitario e quindi vanno concertate con tutti i membri dell’Unione, e i russi su questo si sono dimostrati ingenui, non capendo che l’Italia non potrà mai essere un interlocutore valido per certi discorsi, benché i politici del “Bel Paese” a livello diplomatico siano abituata a sorridere e millantare carisma tra i membri dell’Unione.
A condire il tutto troviamo un bellissimo articolo di Aleksey Paramonov, Console Generale della Federazione Russa a Milano (il testo integrale in lingua originale è pubblicato su http://www.rumilan.com/article.sdf/ru/speech), nel quale viene denunciato un comportamento ostile ed ingiustificato perpetrato dal Consolato Generale d’Italia a Mosca ai danni dei cittadini Russi; Un comportamento che viola le condizioni di reciprocità e può portare all’adozione di adeguate contromisure! Un tale comportamento da parte delle istituzioni italiane di certo non ha sorpreso nessuno, anche perché già in passato furono oggetto di pesanti accusa proprio per ciò che riguarda la pratica dei visti d’ingresso per i cittadini russi, finendo persino sul sito di Beppe Grillo nel quale vennero mosse forti critiche: http://www.beppegrillo.it/2007/07/lambasciatore_p.html.
Per completezza d’informazione, occorre anche dire, che al povero funzionario in servizio presso il consolato d’Italia, il quale svolge un incarico pubblico assumendosi personalmente ogni responsabilità, non glie ne frega un tubo delle accuse d’eccesso di zelo sia da parte della controparte russa, come non glie ne può fregar di meno degli accordi verbali tra politici russi e italiani e delle strette di mano volte a siglare maggior snellezza per ciò che riguarda il rilascio dei visti, lui è come un robot: Esegue una procedura, e uno schema vincolante e finché gli accordi d’amicizia non si tradurranno in ordini, disposizioni e normative, continuerà sempre a “lavorare” nello stesso modo, con scrupolo ed attenzione, perché come già accaduto in passato proprio a Mosca, in qualsiasi momento una qualsiasi leggerezza può far partire una inchiesta giudiziaria da parte della magistratura italiana, e ad andarci di mezzo sarà esclusivamente il “povero impiegato” in servizio in quel momento e che ha firmato la pratica assumendosene ogni responsabilità, e nei suoi confronti nessun uomo politico tra quelli felici e sorridenti durante gli accordi di reciprocità, interverrà mai a favore, per paura di dover poi finire nei guai anche lui, dato che in Italia l’organo giudiziario è un potere indipendente e quindi non influenzabile ed autonomo.
Da parte nostra è auspicabile che gli accordi d’amicizia tra i due Paesi, si tramutino concretamente in disposizioni portando effettivamente all’eliminazione dei visti, perlomeno per le categorie di soggetti che viaggiano per turismo, spendendo facendo quindi girare la ruota dell’economia, nonché avvicinando realmente i due popoli che in questo modo hanno modo di socializzare imparando a conoscersi.

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